Il Tirreno

Livorno

I genitori della surfista salvata: «Grazie a quell'angelo, gli dobbiamo la vita»

Federico Lazzotti
I genitori della surfista salvata: «Grazie a quell'angelo, gli dobbiamo la vita»

Livorno, la mamma della ragazzina: "Le parole di quell’uomo, il suo impegno e il sostegno che ha dato a nostra figlia quando si sono ritrovati solo in mezzo al mare è qualcosa che non scorderemo"

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LIVORNO. «Lo sa che incubo orribile ho fatto la notte in cui mia figlia ha rischiato di annegare? Ho sognato di essere in mezzo al mare, la vedevo in difficoltà, cercavo di prenderla, nuotavo per raggiungerla e aiutarla ma non riuscivo mai ad arrivare a lei. Alla fine restavo con in mano un pezzo di tavola da surf e basta».

Linda, 39 anni e due figli adolescenti, racconta quello che per fortuna resterà solo il brutto ricordo di una notte. «Mio marito ed io - spiega - vogliamo ringraziare pubblicamente l’angelo a cui dobbiamo metà della nostra vita. Le parole di quell’uomo, il suo impegno e il sostegno che ha dato a nostra figlia quando si sono ritrovati solo in mezzo al mare è qualcosa che non scorderemo». E dire che in quei momenti sia Linda che il marito non hanno percepito il pericolo che stava correndo la figlia.

«Quando sono uscita di casa per andare al lavoro - ricorda la mamma - ho detto a lei di non buttarsi se si fosse trovata da sola e a suo fratello di tenerla d’occhio. Invece è andato tutto in un altro modo: lei non ha trovata l’amica con cui si era messa d’accordo per uscire e suo fratello l’ha vista tornare a casa spaventata e infreddolita un paio di ore dopo». È stata la telefonata effettuata poco dopo nella quale i ragazzi hanno raccontato parte di ciò che era successo ad aprire davanti agli occhi dei genitori un precipizio di emozioni: il pericolo scampato e la voglia di rintracciare il salvatore della loro figlia.

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«Non so - prosegue Linda - se adesso posso dire di conoscere con certezza quello che è successo in acqua e quanto abbia rischiato mia figlia domenica pomeriggio. Anche perché all’inizio, diciamo durante la prima conversazione che abbiamo avuto al telefono quando è rientrata a casa, ha cercato di minimizzare. Ma quando l’ho vista mi sono trovata di fronte una ragazzina spaventata e sotto choc. Allora ho chiesto spiegazioni, volevo sapere con esattezza quello che era successo. Alla fine ho capito e posso dire che è andata davvero bene».

Non a caso martedì 5 gennaio i genitori della giovane si sono presentati a Montenero mentre la quattordicenne ha preso la tavola e ha deciso di andarla a rivendere. «Quando siamo riusciti a rintracciare il suo salvatore - conclude la mamma - lui le ha detto di volerla rivedere in mare, ma per adesso non credo che lei ne abbia voglia. Poi vedremo». Intanto un messaggio a tutti quelli che ogni giorno vanno in mare, lo stesso che ha fatto a sua figlia: «Non andate da soli perché è pericoloso».

 

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